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Autore: Camillo Gastaldi

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2024

Il Paradosso delle Pensioni

Servizi - News

Pensioni: tutti ne parlano, nessuno ci pensa!

Gli Italiani cercano, si informano, si preoccupano e poi? E poi nulla! Senza una strategia ben fatta rischiamo di trovarci, un giorno, senza i risparmi necessari per continuare a vivere la nostra vita come vorremmo e non pensiate che basti il TFR!
Serve un piano concreto e su misura per costruire il futuro, anziché aspettare che arrivi!



Se vi chiedessero qual'è la prima cosa che vi viene in mente pensando alla finanza, cosa rispondereste? La casa, magari? Oppure gli investimenti? Oggi molti penserebbero anche ai Bitcoin o ai BTP, vista l'attenzione che hanno raccolto di recente.


E invece... sorpresa! Secondo Google Trends, l'argomento di finanza più cercato dagli italiani, negli ultimi 5 anni non è nessuno di questi ma la pensione!

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Sì, avete capito bene: più della casa, più dei BTP e delle criptovalute e, in realtà, persino più delle tasse!

Eppure pochi, tremendamente pochi, si sono davvero mossi per costruirsi una pensione integrativa!

Com'è possibile? Da cosa nasce questo paradosso?



I Numeri del Paradosso

Stando alla Relazione COVIP 2024, solo il 36,9% degli Italiani ha aderito a un fondo pensione. E la storia non finisce qui: di questi solo il 26,7% versa contributi in modo attivo, mentre il restante 10,2% non lo fa da almeno 5 anni! In pratica, anche chi ha un fondo pensione spesso non fa nulla per costruirsi un capitale integrativo.


Un esempio?

La maggior parte di questi fondi è composto dal TFR dei lavoratori dipendenti, per lo più investiti sui fondi di categoria in modo quasi automatico. Molti di costoro lo fanno solo per ottenere il contributo del datore di lavoro, senza un'idea chiara di come ciò possa contribuire alla loro pensione. In altri casi, soprattutto nelle grandi aziende con oltre 50 dipendenti, ci si ritrova iscritti per puro automatismo, trascorsi i sei mesi dall'assunzione, in cui si deve scegliere dove destinare il proprio TFR che, in mancanza di una indicazione esplicita, viene automaticamente trasferito ai fondi di categoria.

Insomma più che una scelta, per tanti, è quasi un caso!



Conoscenza limitata e diffidenza

Perché succede tutto questo? Perché i fondi pensione e gli strumenti di previdenza integrativa sono poco conosciuti e, di conseguenza, poco compresi. Molte persone non hanno idea di cosa siano i Piani individuali pensionistici (PIP) o i Fondi Individuali Pensionistici (FIP), né che differenza ci sia tra i due o di cosa possano davvero fare per garantir loro un futuro più sereno. Questa mancanza di conoscenza genera diffidenza; i fondi pensione sono visti spesso solo come "parcheggi" per il TFR oppure come strumento di deduzione fiscale, più che come mezzo per raggiungere un obiettivo ben definito.



La scopertura pensionistica: il vero problema ignorato

Molti iniziano il discorso pensionistico da fondo pensione ma dovrebbero partire da un'altra domanda fondamentale:

Quale sarà la mia scopertura pensionistica?

Di quanto la mia prima pensione sarà inferiore al mio ultimo reddito? E come cambierà, a quel punto, la mia vita?

Ed è qui che entra in gioco il vero valore della consulenza finanziaria. La maggior parte delle persone non sa quale somma dovrebbe accumulare per colmare questa scopertura e si limita, al massimo, a destinare il TFR su di un fondo pensione oppure a fare dei versamenti volontari sullo stesso, in modo da pagare meno tasse, ma oltre a quello non va. Anche chi ha redditi molto alti, spesso, crede di potersela cavare con 5.000 € all'anno, perché di più non potrebbe dedurre e chi, ad esempio gli autonomi che sono in regime forfettario, non può dedurre e non ha un TFR, semplicemente non ci pensa.


Questo è un approccio limitato, sbagliato e, potenzialmente, molto pericoloso!!!



Ma davvero la sola soluzione sono i fondi pensione?

In Italia "Pensione complementare" e "fondi pensione" sono spesso considerati sinonimi, come se non ci fosse altra strada per costruirsi un reddito supplementare a quello che ci darà lo stato, quando smetteremo di lavorare.

Ma, in realtà, non è affatto così!

La Pensione integrativa rappresenta un obiettivo, una meta che possiamo e dobbiamo raggiungere con strumenti diversi e non solo con i classici FIP e PIP.

I fondi pensione, lo abbiamo visto, hanno degli enormi vantaggi, non solo la deducibilità fiscale o la possibilità di essere alimentati anche dal TFR dei lavoratori dipendenti; hanno anche un regime di tassazione molto agevolato e delle protezioni fortissime dai creditori, essendo impignorabili e insequestrabili, oltreché esenti dal procedimento successorio; ma limitarci solo a questi strumenti sarebbe decisamente miope!

Prendiamo ad esempio i PAC (Piani di Accumulo del Capitale), che permettono di costruire un capitale in modo graduale nel tempo, riducendone anche i rischi, nel frattempo; oppure le rendite assicurative, anch'esse soluzioni che possono garantire un flusso di reddito costante, flessibile ed adeguato ai propri bisogni e, ovviamente, investimenti sia di capitali che in immobili... Insomma le soluzioni sono davvero tante e tutte con i loro vantaggi, svantaggi e caratteristiche peculiari.


Pensare alla Pensione integrativa solo come destinazione del TFR, ad esempio, fa perdere totalmente di vista l'idea di una pianificazione più completa e questo, unito alla mancanza di conoscenza e alla diffidenza di cui dicevamo prima, spiega, almeno in parte, perché, nonostante l'interesse altissimo sull'argomento, così pochi abbiano fatto davvero qualcosa di concreto per costruirsela questa famosa Pensione integrativa!



Un approccio corretto:

Come dovrebbe essere, allora, un approccio corretto al problema?

Anzitutto partire con una consulenza finanziaria personalizzata, per capire qual'è la propria scopertura pensionistica, quali sono gli obbiettivi di vita che si vogliono raggiungere e quali gli strumenti che si potrebbero utilizzare per farlo, in base sia alle nostre disponibilità che alla nostra propensione al rischio, tra l'altro.

Certamente un fondo pensione è uno strumento utile, se correttamente usato, ma andrà probabilmente integrato con altre soluzioni di risparmio e investimento, per ottimizzare i risultati e costruire un capitale solido per il futuro.

Questo è un approccio che permette di sfruttare i fondi pensione, per altro, per quello che sono realmente: semplici strumenti per costruire un futuro sereno e non solo per ottenere degli (apprezzabilissimi) benefici fiscali.



Ignorare il problema significa accettarne le conseguenze:

In conclusione possiamo dire che ignorare questo problema significa accettare il rischio di non avere abbastanza risorse per mantenere il proprio stile di vita una volta smesso di lavorare.

Occorre un cambio di mentalità e serve avere ben chiaro quale sia il nostro obiettivo, ovvero capire quanto grandi dovranno essere i nostri risparmi, per garantirci di vivere sereni quel futuro di riposo e divertimento che ci saremo decisamente guadagnati!


Non aspettate che il futuro vi piombi addosso all'improvviso!

Richiedete una prima consulenza senza impegno offerta da me!

Costruiamolo assieme il nostro futuro sereno!


Bibliografia:

Relazione COVIP 2024

Guida introduttiva COVIP alla Previdenza complementare

Portale INPS

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